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lunedì 2 settembre 2013
Il coraggio della libellula - Deborah Ellis (Rizzoli)
"Credo che gli adulti censurino in qualche modo i propri ricordi e si creino un'immagine dell'infanzia come un tempo di gioia e di innocenza. Dimenticano di essere stati vittime di bullismo, di essere stati tormentati ed esclusi. Dimenticano la violenza nei cortili delle scuole e nei corridoi tra le classi: botte e calci, e oggetti pesanti che ti arrivano in testa, senza nemmeno una ragione. Perché la gente pensa che i bambini non possono essere violenti? I bambini sono persone. Le persone sono violente."
Deborah Ellis, che lavora sul campo come assistente sociale, mette in piedi un romanzo dal sapore di un thriller emozionale, in cui non solo la trama si dipana con parsimonia di indizi ma i sentimenti della protagonista si svelano nelle loro numerose, inconsapevoli sfumature.
Jess e Casey sono migliori amiche. Ma quando Casey viene accusata dell'omicidio della piccola Stephanie e arrestata, Jess sembra incapace di fare la cosa giusta. Stretta in un vortice di bigottismi di provincia, decide di seguire la corrente e di "essere come gli altri".
La Ellis conosce l'animo adolescente e bambino nelle sue gradazioni più spiacevoli e non esita a combinarle in una storia che costringe il lettore a cambiare continuamente posizione morale. Avvincente, profondo nel suo stile asciutto e diretto, un libro per ragazzi che sceglie di non censurare la parte negativa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare ad affrontare. (Manuela Salvi)
venerdì 30 agosto 2013
Wonder - R.J.Palacio (Giunti)
Mentre vampiri ed esseri immortali continuano a splendere nelle classifiche di vendita internazionali, un altro filone per certi aspetti più interessante ha scosso il mercato dei libri per ragazzi, inaugurando una tendenza che vede la "narrativa realistica" al centro della scena letteraria (e dei concorsi prestigiosi).
Nel caso di Wonder, nonostante il finale un po' stereotipato, ci aspetta un'immersione in una realtà che paradossalmente sa di fantastico. Solo una persona su quattro milioni, infatti, viene colpita dal cocktail genetico che ha fatto nascere August Pullman con l'aspetto di un mostro. La sindrome di Treacher-Collins che deturpa le fattezze del viso ma lascia intatto il resto, cervello e sentimenti compresi.
August Pullman, 11 anni, vive protetto dalla sua famiglia, fino al giorno in cui dovrà affrontare la prima media e un'orda di coetanei non abituati alla diversità, men che mai alla bruttezza.
La storia è narrata usando tutti i punti di vista dei personaggi, principali e secondari, in un mix di voci interessante che rivela il plot quasi come in un giallo e rende frizzante la lettura.
La morale è chiara: dietro un aspetto orrendo, può nascondersi una persona speciale. Perciò, meglio non giudicare. Ma alla fine restano alcune domande ai lettori più smaliziati. August è davvero speciale o sono gli altri che lo trattano così, per farlo sentire meno emarginato? E come sarebbe stata la storia di R.J. Palacio se August fosse stato meno puro e magari più arrabbiato? O avesse avuto un brutto carattere?
Un libro che, anche se cerca la mediazione degli adulti e offre una sola soluzione (la via divina della gentilezza) e chiude con il retorico discorso del preside in pieno stile hollywodiano, apre la strada a innumerevoli interrogativi.
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